La event industry, determinante per l’economia e utile per la ripresa

LETTERA APERTA DI #ITALIALIVE AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MARIO DRAGHI

e ai Ministri Daniele Franco (Economia e Finanze), Giancarlo Giorgetti (Sviluppo Economico), Dario Franceschini (Beni e Attività Culturali), Andrea Orlando (Lavoro) e Massimo Garavaglia (prossimo ministro del Turismo).

15 Febbraio 2021.

Le associazioni che rappresentano le imprese e i professionisti del settore dei congressi, dei convegni e degli eventi aziendali e privati, ADMEI – ALLEANZA DELLE COOPERATIVE ITALIANE (Cultura, Turismo, Comunicazione) – AIIC Italia-  ANBC – CLUB DEGLI EVENTI E DELLA LIVE COMMUNICATION – CONVENTION BUREAU ITALIA FEDERCONGRESSI & EVENTI – FERPI – FEU – ICCA – MPI ITALIA CHAPTER – SITE ITALY – UNA, riunite sotto l’egida di #Italialive, a tutela di un settore in ginocchio, duramente colpito dallo stop ad ogni tipologia di evento dagli ultimi Dpcm, richiedono, consapevoli di questa fase politica così delicata e importante per l’Italia, di presentare, per l’ennesima volta alle Autorità, richieste di sostegno, non di assistenza, per un settore ormai ridotto sul lastrico.

Commenta Salvatore Sagone

presidente del Club degli eventi e della Live Communication e portavoce nei rapporti con i media di #Italialive,

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Nonostante l’impegno e la resilienza di tutte le maestranze, il nostro è l’unico settore che dall’inizio dell’emergenza Covid19 è sempre rimasto sostanzialmente chiuso e che non ha avuto attenzioni concrete da parte del Governo ”se non solo briciole rispetto ai ristori necessari e in parte già stanziati.

In questa fase politica così importante per il paese la voce della event Industry e filiere connesse esprime tutta la propria preoccupazione perché rischia, ancora una volta, di essere dimenticata, e intende continuare il confronto col nuovo Governo sui temi della ripartenza e del sostegno alle imprese.

Chiediamo responsabilità civile e rispetto.

Non sussidi ma ristori e norme che permettano di dare continuità alle imprese, di non licenziare i dipendenti e non disperdere così competenze e creatività invidiate nel mondo.

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Poiché anche dopo la riapertura, che ci auguriamo avvenga in tempi brevi, il settore avrà bisogno di almeno 18 mesi per tornare a un livello minimo di regime, è necessario deliberare ristori per tutta la filiera che è stata esclusa dall’uso erroneo dei codici Ateco come sistema per individuare le categorie danneggiate, ammortizzatori sociali ad hoc e alternativi allo strumento della Cig, di cui è necessaria la proroga, ma non sufficiente. Prevedere quindi strumenti che garantiscano alle imprese di non depauperare il capitale sociale costituito in anni di attività, ad esempio con l’ammortamento delle perdite degli esercizi 2020 e 2021 in 5 anni. È poi necessario mettere in campo misure a sostegno della domanda prevedendo sgravi fiscali per chi investe in eventi per fare sviluppo di impresa, formazione aziendale, promozione del made in Italy e valorizzazione della ricerca. Il settore dei congressi e degli eventi, filiere connesse e delle imprese creative, cui apparteniamo, deve avere un riconoscimento unitario e una centralità nella ripartenza.

Dichiara Alessandra Albarelli

presidente di Federcongressi&eventi e portavoce dei rapporti istituzionali e politici di #Italialive.

Chiediamo ascolto e attenzione dal Governo e dal Parlamento

È passato ormai quasi un anno dall’inizio della pandemia. È cambiata la nostra vita, è cambiato il Governo ma non è cambiata la Event Industry, ferma dal primo giorno e con lei le sue aziende e i suoi collaboratori.

Un intero comparto, e parliamo soprattutto di PMI, sta affrontando una crisi senza precedenti che si traduce in un drammatico calo fino a oltre l’80% del fatturato a causa della pandemia e che rischia di chiudere definitivamente i battenti dopo gli ultimi provvedimenti governativi e la pressoché totale indifferenza sulla drammatica situazione, che impone lo stop a convegni, congressi ed eventi aziendali.

Un’industria, quella dei congressi e degli eventi che è volano di produttività ed esportazioni, che traina il turismo generando un indotto di circa 65 miliardi di euro con un impatto diretto sul Pil di 36,2 miliardi di euro/anno (l’Italia rappresenta la sesta nazione al mondo per impatto economico generato dal settore degli eventi e dei congressi), e che impiega 569 mila addetti: ora lotta per la sopravvivenza.
Una buona notizia è la ricostituzione del ministero del Turismo, con portafoglio, assegnato a Massimo Garavaglia. Un segnale positivo che attesta la consapevolezza del nuovo Governo dei danni subiti da tutta la filiera ad esso collegata, compresi cultura, eventi, spettacolo e congressi.

Numeri alla mano, una battuta d’arresto letale per un’industria che negli ultimi 5 anni aveva conosciuto un positivo e costante percorso di crescita, con un tasso di incremento medio del numero di eventi del 4,1% annuo. “Ormai siamo allo stremo, ribadiscono i rappresentanti del comparto – così si condanna a morte certa il settore, e con essa il “diritto al lavoro” compromettendo anche tutto il 2021-2022, considerata la lunga gestazione di cui necessitano gli eventi congressuali e non solo”.

Fondamentale sottolineare e da non sottovalutare  che, grazie alla responsabilità di tutti, il settore dei congressi e degli eventi è estremamente professionalizzato, sicuro e pronto anche per dare un contributo concreto mettendo a disposizione competenze e strutture per la campagna di vaccinazione Covid19: i centri congressi, gli alberghi e tutta la filiera connessa all’organizzazione degli eventi hanno investito ingenti risorse in sistemi di sanificazione, si sono dotati e applicano protocolli di sicurezza stabiliti nelle “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative” elaborati da Federcongressi&eventi e approvati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome al pari del comparto Museale che sta riaprendo e nondimeno continuiamo ad essere esclusi tra l’indifferenza generale.

Events&Live Industry

è  un’iniziativa delle associazioni della comunicazione live, dell’industria dei meeting e di tutta la filiera dalle agenzie alle aziende, dai singoli operatori alle Associazioni di settore che allargano la propria competenza all’ambito del turismo, della cultura, dell’arte, dello spettacolo e della formazione.

Nata da un’attenta considerazione dell’impatto che l’emergenza sanitaria Covid-19 ha avuto sulla categoria, l’iniziativa ha l’obiettivo di far pervenire a Governo e Istituzioni le proposte richieste per l’attivazione di interventi economici a tutela del settore e nell’ottica di una ripresa del Paese.

Events&Live Industry è aperta a tutte le Associazioni e alle singole realtà appartenenti alla filiera dei congressi, degli eventi e della comunicazione live che vogliano dichiararsi sostenitori dell’iniziativa.

PROPOSTE PER AFFRONTARE L’EMERGENZA COVID NEL MONDO DEGLI EVENTI E DEL TURISMO ORGANIZZATO

Primi a FERMARCI, ultimi a ripartire

L’unione dei rappresentanti della Live Industry chiede al Governo proposte concrete e immediate:

RISORSE UMANE – Estensione degli ammortizzatori sociali previsti per l’emergenza Covid-19 fino al 31/12/2020; Estensione ai lavoratori stagionali, intermittenti e di surroga di ammortizzatori sociali sulla base delle ore lavorate nel 2019; Bonus di 1000 euro/mese per i lavoratori autonomi, parasubordinati, occasionali e P.Iva fino al 31/12/2020).

FISCALITÀ E SALVAGUARDIA
DEL PATRIMONIO AZIENDALE
– Detassazione degli utili imponibili relativi all’anno 2019 oppure introduzione di un meccanismo eccezionale di riporto all’indietro (loss carry-back) della perdita fiscale 2020 da utilizzare in compensazione con gli utili 2019 dichiarati e tassati; Sospensione dell’acconto IRES ed IRAP dovuto per il 2020, indipendentemente dalla modalità di calcolo (storico o previsionale); Introduzione di un meccanismo di “ammortamento” straordinario delle perdite relative all’anno 2020.

CREDITO D’IMPOSTA– Pari al totale dei costi delle risorse umane per i mesi di inattività del 2020; pari al 30% dei costi delle risorse umane per il 2021; pari al 60%, degli affitti commerciali per il periodo Marzo/Dicembre 2020, cedibile ai proprietari d’immobili; pari al 50% dei costi sostenuti per prevenire il rischio biologico Covid19 negli eventi organizzati nel periodo ottobre-dicembre 2020 e nel 2021.

LIQUIDITÀ – Accesso automatico senza alcuna istruttoria e immediato a finanziamenti fino ad un importo di 1 milione di euro a tasso 0% a 15 anni garantiti al 100% da SACE S.p.A. o dal Fondo Centrale di Garanzia PMI, con preammortamento di 24 mesi.

SOSTEGNO ALLA DOMANDA – Riconoscimento dei crediti d’imposta per un biennio alle aziende che investono in eventi business & consumer sul territorio nazionale; in materia di IVA, applicabilità dell’Art 7-ter del DPR 633/72 a tutti gli eventi organizzati in Italia commissionati da soggetti passivi IVA esteri.

Il Turismo organizzato e gli Eventi stanno soffrendo e soffriranno molto più di qualsiasi altro comparto economico del Paese, con una perdita di fatturato dell’80% nel 2020.

Negli ultimi due mesi, tramite le iniziative del MANIFESTO PER IL TURISMO ITALIANO, e del MANIFESTO DELLA EVENTS&LIVE INDUSTRY (#Italialive) , sostenuti da alcune delle più rappresentative associazioni datoriali quali CONFINDUSTRIA, CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI ed ALLEANZA COOPERATIVE ITALIANE, abbiamo acceso un faro sul settore e suscitato un dibattito raccogliendo ad oggi quasi 70mila firme sulle petizioni collegate. Sulla scorta di tali iniziative abbiamo interloquito con la politica a livello traversale e, in primis, con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo con l’obiettivo di creare consapevolezza nel Governo sulla drammaticità della situazione, indicando al contempo le misure al sostegno.

Uno sforzo che non ha ottenuto l’effetto auspicato per questo l’unione dei rappresentanti della Live Industry e del Turismo organizzato chiede al Governo proposte concrete e immediate:

A. RISORSE UMANE E OCCUPAZIONE

Ammortizzatori sociali: per le caratteristiche peculiari del settore sopra richiamate è necessario prevedere una copertura totale e in continuità per tutte le forme previste (Fis-Gig-Cigo) fino al 31 ottobre 2020. Chiediamo altresì che il Governo, a settembre, si impegni a riverificare la situazione in termini di ripresa delle attività, per valutare eventuali misure aggiuntive di sostegno all’occupazione.

B. SOSTEGNO ALLE IMPRESE

b.1 Difesa dei patrimoni delle imprese: introduzione di un meccanismo di “ammortamento” straordinario delle perdite relative all’anno 2020 causa Covid-19, sia dal punto di vista fiscale che civilistico, sui 5 esercizi successivi di bilancio al fine di preservare il Patrimonio Netto delle imprese del settore, sterilizzando così i rischi di continuità aziendale.

 b.2 Credito di imposta: eliminazione del limite di 5 milioni di euro relativo al credito di imposta per gli affitti anche per il settore del Turismo Organizzato e degli Eventi così come già previsto per le strutture alberghiere.

b.3 Contributi a Fondo Perduto e Rafforzamento Patrimoniale delle Imprese:  eliminazione del limite dei 5  e dei 50 milioni/euro  in quanto la maggior parte delle imprese del Turismo organizzato e degli eventi, resterebbe fuori da qualsiasi forma di sostegno. Tale provvedimento potrà essere legato alla perdita di fatturato di oltre il 50/60% in considerazione del fatto che il nostro settore prevede perdite di business fino ad oltre l’80% nel 2020. 

C SOSTEGNO AL TURISMO

C.1 Fondo per il Turismo Organizzato e degli eventi incremento fino a 750 mln di euro del fondo attualmente previsto all’articolo 182/1 da estendersi anche alle agenzie di organizzazione di eventi, attingendo le risorse necessarie in termini di copertura finanziaria dalla riduzione di quanto attualmente stanziato per il Tax credit vacanze.

 C.2 Tax credit vacanze (art.176), riteniamo che lo stanziamento di 2,4 miliardi/euro non rappresenti un vero valore di sostegno al settore del turismo in quanto non tiene conto del reale differenziale di maggiore domanda, rispetto a cittadini che avrebbero comunque prenotato una vacanza. La filiera del turismo organizzato beneficerà in modo marginale di questo stimolo alla domanda, che privilegerà un rapporto diretto tra cliente e struttura alberghiera, avendo tra l’altro escluso i mezzi di trasporto. L’area degli eventi ne rimane completamente esclusa. Chiediamo pertanto di stornare quota  dello stanziamento totale destinandola al Fondo specifico per il Turismo organizzato e degli Eventi di cui al punto C.1. Si chiede inoltre che tale tax credit possa essere riconosciuto anche per l’acquisto di un pacchetto turistico o di servizi turistici collegati.

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Torneremo
a sognare insieme

Invisibili,
Ma capaci di rendere
memorabili le esperienze.

Invisibili,
ma fondamentali per comunicare il sistema paese.

C’è una industria in Italia che non si vede, ma che realizza tutto ciò che vediamo “dal vivo”, da sempre parte del “Made in Italy”.

1 mln di piccoli e grandi eventi che producono 64,7 mrd euro di fatturato (36,2 mrd euro/anno di impatto diretto sul Pil).

Un settore strategico per il Paese, con 600.000 addetti, che coinvolge 56,4 mln di partecipanti e occupa il 40% delle stanza degli alberghi, garantendone la sopravvivenza.

È giusto fermarsi, ma è necessario capire come poter ripartire.

Perché un’Italia senza eventi indebolisce il sistema produttivo.

Invisibili, ma fondamentali

per comunicare
il sistema paese
.

C’è una industria in Italia che non si vede, ma che realizza tutto ciò che vediamo “dal vivo”, da sempre parte del “Made in Italy”.

1 milione di piccoli e grandi eventi che producono *65,5 miliardi di Euro di fatturato *36,2 miliardi di Euro di impatto su PIL.

Un settore strategico per il Paese, con *569 mila addetti, che coinvolge *56,4 milioni di partecipanti e occupa il 40% delle stanze degli alberghi, garantendone la sopravvivenza.

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è stato giusto fermarsi,

Ma è necessario capire
come poter ripartire

attraverso azioni forti e concrete da parte delle Istituzioni, per la sopravvivenza delle imprese e dei lavoratori dell‘ EVENTS & LIVE INDUSTRY.

Perché un’Italia senza eventi indebolisce il sistema produttivo.

Perché un’Italia che non investe in questo futuro, rischia di uscire dal palcoscenico internazionale.

*Fonte: stima su dati Oxford Economics e Istituto AstraRicerche/ADC Group

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